Art Gallery
13 aprile :: 15 giugno 2013
www.giannicestari.it
Scrive in catalogo Gianni Cerioli
Gianni Cestari invita l'occhio dello spettatore a sovrapporre le percezioni, a rincorrere i movimenti nelle figure, nelle generazioni di forme multiple, nelle fascinazioni delle pulsioni di vita. E se questo mette in crisi l'universo figurativo della tradizione, porta per converso alla luce una modalità continuamente oscillante tra realtà e favola.
Nella generazione di mutamenti il nostro artista mette in crisi il concetto tradizionale del fantastico che diventa ora una forma di conoscenza, una possibile modalità dell'essere. L'inventario da esplorare è infinito. Tutto si gioca entro lo spazio grafico e narrativo di una metamorfosi. Davanti ai nostri occhi si dipana allora una sapiente dichiarazione di poetica del fantastico. È alla fine il sogno dell'artista di uscire da una condizione esistenziale complessa attraverso la forma liberatoria del segno.
Gianni Cestari è nato a Bondeno di Ferrara, dove abita e lavora.
La sua ricerca pittorica è fondata sull’affabulazione dell’immagine e del colore, fra respiro informale e rimandi figurativi. Si muove in equilibrio sul crinale che divide l’astrazione dalla figurazione venando entrambe di una sorta di malinconia a volte struggente a volte leggiadra, sempre poetica.
Ha tenuto esposizioni personali ed ha partecipato a rassegne collettive presso gallerie private e spazi pubblici in Italia e all’estero.
Fra queste, si ricordano: a Pieve di Cento (Bologna) nel Museo d’Arte del Novecento “Giulio Bargellini” e nella Pinacoteca Civica; a Ferrara nella Casa di Cultura Giorgio Cini, nella Casa di Ludovico Ariosto e nella Galleria Universitaria di Palazzo Turchi di Bagno; a Bologna presso la Fondazione del Monte.
In Belgio nella Galleria Koma di Mons e nel Chàteau fort d’Ecaussinnes-Lalaing di La Louvierè; in Portogallo nel Museu da Agua di Lisbona; in Gran Bretagna nell’Istituto Italiano di Cultura a Londra; in Ucraina nel Museo Etnografico di Yasinya e nel Museo d’Arte Orientale di Odessa, negli Stati Uniti nella Hanes Art Gallery di Winston-Salem; in Germania nella Galleria della Biblioteca Universitaria di Kaiserslautern.
Gianni Cestari www.giannicestari.it
1 marzo – 3 aprile 2013
NICOLA & MATTEO NANNINI
peek a boo
Hotel Annunziata :: Poltrona Frau Ferrara
NICOLA NANNINI galleria forni Bologna
Nicola Nannini nasce a Bologna nel 1972.
Diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Bologna
dà ben presto inizio alla propria attività espositiva, dedicandosi
quasi interamente alla pittura: ad essa affianca l’insegnamento
come docente di disegno e figura alla Scuola di Artigianato
Artistico di Cento e ai corsi liberi dell’Accademia di Belle Arti di Verona.
Figure e paesaggi sono essenzialmente i soggetti sui quali si concentra la ricerca di Nannini, ricerca del tutto singolare: le figure sembrano essere "campioni" di tipologie umane prese in esame in base agli indumenti e agli accessori che indossano. Ogni figura rappresentata è sempre affiancata da una sorta di elenco illustrato di tutti gli oggetti che la caratterizzano, allo scopo di sottolineare l'idea di catalogazione.
I paesaggi, che costituiscono il ciclo di lavori più recente, sono il seguito dell'analisi eseguita sulle figure, sono la loro "contestualizzazione", ovvero l'indagine dei luoghi in cui esse vivono. Abitazioni semplici, senza pregio, spesso anonime e seriali vengono rappresentate nel dettaglio per evidenziarne i particolari abitativi, o meglio, come suggerisce l'autore, per evidenziare "tutti quegli oggetti che arredano la quotidianità di chi vi abita". L'intento è quindi quello di parlare di umanità senza descriverla fisicamente ma attraverso il suo "territorio" di pertinenza. Le rare figure che compaiono all'interno di questi paesaggi sembrano anch'esse degli inanimati dettagli del paesaggio stesso, alla stregua di una macchina, un utensile, una bicicletta: sono infatti "applicate come figurine" davanti alla soglia di casa, in posa statica e fissa per enfatizzare l'effetto "elenco".
E' stato quindi definitivamente abbandonato il lirismo e il calore dei paesaggi notturni che Nannini presentò alla personale del 2003 alla Galleria Forni: i cieli sono diventati bianchi, assolutamente neutri se non assenti, con il preciso scopo di "ritagliare l'oggetto casa"; la luce calda e rassicurante è stata sostituita da una luce bianca, fredda e indagatrice; il chiaroscuro è ridotto all'essenziale; la veduta è sempre frontale e la prospettiva pressoché inesistente; la cura del particolare è decisamente più marcata e rivolta a svelare i più reconditi dettagli.
La pittura di Nannini rivela una rara combinazione tra elevata qualità tecnica ed indiscutibile capacità di coniugare, dentro un’immagine di tradizione italiana, tutte le istanze dell’arte moderna e della figurazione contemporanea.
Sue sono le opere di paesaggio rurale, le piccole figure ad olio su tavola in campo neutro e le figure a penna su carta esposte presso la sede dell’Hotel Annunziata.
Sua anche l’opera “palla di neve” che chiude l’esposizione presso lo spazio Frau in Corso Porta a Mare 8/a.
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MATTEO NANNINI www.matteonannini.it
Nato a Bologna il 23 dicembre 1979.
Diplomato all’Accademia di belle Arti di Bologna nel 2003.
È insegnante di disegno e pittura presso la Scuola di Atrigianato Artistico di Cento (FE) e il Club delle Arti di Finale Emilia (MO).
Dal 1997 inizia a esporre in mostre personali e collettive in Italia e all’estero.Sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.
Suo mezzo espressivo prediletto è la pittura ad olio eseguita su qualsiasi supporto.
La produzione di Matteo è caratterizzata dall’ ”incontro/scontro” di volontà pittoriche realiste e fascinazioni “iperuranie”.Da sempre interessato alla figurazione Matteo analizza l’individuo con una pittura corposa e indagatrice a tratti intimista, senza rinunciare a situazioni e suggestioni surreal-metafisiche più o meno esplicite.
In tempi recenti affianca alla produzione pittorica la realizzazione di illustrazioni e fumetti dal sapore ironico e investigativo-noir.
Sue le opere allo spazio Frau molte delle quali facenti parte di un ciclo di 23 tele (ciascuna 120x100 cm) dal titolo Overfloating; in cui si avvicendano solidità “classica” e “liquefazione pittorica” gestuale.
Presso l’Hotel Annunziata in piazza Repubblica 5 espone una grande figura femminile in accappatoio e altre opere inerenti il tema acquatico.
1 dicembre 2012 – 31 gennaio 2013
A FERRARA LE CARTE DI GIANCARLO VITALI IN DUE MOSTRE
Due mostre declinate in due spazi e in due temi cari al pittore lombardo: "Attorno al Tavolo" e le “Forme del Tempo”
Official site GIANCARLO VITALI www.giancarlovitali.com
Facebook GIANCARLO VITALI clicca qui
ATTORNO AL TAVOLO
LE FORME DEL TEMPO
APPARATI
Che cosa fa un quadro? Quasi sempre - al di là, e prima ancora, di ogni concettualizzazione e di ogni riflessione - fa una cosa molto semplice: ci racconta una storia. A volte addirittura una storia vera. Anzi, la incornicia.
Una portata
(…) Queste icone propiziatorie e fragranti, golose, sono già qui di fronte a te e - come sempre, in Vitali - vitali e invitanti e più che gustose, succose, vive di'umori e sentori - basterebbe, per citarne una, emblematica, quell'incisione argentosa del piatto di agoni di lago, credo si chiamino proprio così, e già il nome è bellissimo, predestinato, goyesco - i caprichos della cucina - con quelle squame, umiliate ma non dome, ritte e riottose, nella loro funerea regale bellezza di quella viscida pellicolala da micro-sirene arpionate, sotto gli occhi d'un ulisse trasformato dalla circe del contemporaneo in un lumpenproletario aiuto-cuoco, col suo pollo sgozzato di tra il grembiule sozzo, quella pellicola vibrante, che riverbera meravigliosamente nel crepuscolo della pagina inchiostrata, quasi fosse il tagliere d'un lugubre pescivendolo. E non è che acquaforte, numinosa. Basterebbe, lei sola, a trascinare la penna - non più penna, elettronica - all'amo della sua somma perizia di morsura (perchè nemmeno Bartolini e Fattori ed Ensor son riusciti forse a comunicarci quella stessa felicità estrema del cibo redento, commestibile, e mangiato, nell'alchimia moderna dell'acquaforte, morsicata d'acquatinte).
2. LE FORME DEL TEMPO
Se ne controlliamo la successione cronologica, sia pure di ridotte proporzioni - tutto il ciclo è stato portato a termine in pochi mesi - ci accorgiamo che dapprima l'impulso a tramutare la fisica compattezza degli organismi fossili illustrati dallo Stoppani in una più vaga sembianza di congegni metafisici è timidamente accennato: un impulso, appunto, che ancora non è diventato certezza. Poi, con una progressione sempre più accelerata e convinta, all'interno di queste nature morte s'insinuano pulsioni di vita. I cieli sopra i relitti pietrificati di un'epoca lontanissima, da livellati e immobili che erano, si animano, lasciano trapelare barbagli di luce, schierano squarci d'azzurro accanto a fiocchi di nuvole, s'impongono come un sensibile suggello del presente sul richiamo del passato. E i reperti geologici, dal canto loro, perdono la rigidezza del modello originario per abbandonarsi alle libere associazioni di colori e linee della pittura, sciogliendo i volumi, stendendo sulle superfIci miriadi di tracce leggere, una ragnatela fitta e vibrante.
Nella sagrestia dell’incisore
Giancarlo Vitali è tra i grandi incisori dei nostri tempi. La grafica non è arte minore. Una strana forma di feticismo per il pezzo unico attanaglia buona parte del mercato, del collezionismo e della critica. Di conseguenza, specialmente in italia, la grafica d’arte viene troppo spesso considerata di secondaria importanza.
Dipinti, disegni, fotografie Ferrara, 5 ottobre :: 25 novembre 2012
always open
Dino Buffagni è illustratore e pittore, art director, graphic e web designer. Collabora come consulente con numerose aziende ed agenzie di pubblicità. Da sempre coltiva la sua profonda passione per le arti – il disegno, la pittura, la fotografia – seguendo un lungo percorso di sperimentazione e di ricerca e sviluppando nuovi temi anche nel campo dell’arte digitale e del video. Le sue opere sono state esposte in importanti mostre d’arte, sia in Italia che all’estero. Tra gli ultimi progetti realizzati ha illustrato due libri per ragazzi, “Il ghioro e il frescaccino” e “Un tesoro per Sofia” (entrambi scritti da Lucio Mazzi). Ha inoltre curato il progetto grafico dei CD di Paolo Conte “Nelson” e “Gong Oh”.
Web www.dinobuffagni.com
Facebook Dino Buffagni
Estratti recensioni
[...] L’aspetto asciutto della materia pittorica e del segno, che definisce l’immagine raccontata da Buffagni, ha radici antiche: nel realismo magico degli anni ‘20, che vide in Franz Roh in Germania – supporto critico per i pittori americani Ivan Albright, Paul Cadmus, George Tooker - ed in Massimo Bontempelli in Italia – per correnti che culmineranno nella Metafisica di Giorgio De Chirico – i massimi teorici. Buffagni reinterpreta tuttavia quella stessa classicità della figurazione, tradotta in un realismo accuratamente mimetico e posta in una dimensione sospesa di incanto ed immobilità, con una oggettività iperrealista, accurata nell’analisi dei particolari e addolcita da un romanticismo d’atmosfera tutto personale [...] Giusy Caroppo Critico d’arte e curatore indipendente www.ecletticaweb.it
[...] Le storie suggerite dalle opere di Dino stanno tutte fuori dalla cornice. Le sue immagini ispirano storie ma non le mostrano mai: sono domande ancora senza risposta, sono attese o ricordi, dialoghi che si fermano sempre alla prima battuta, il click della macchina fotografica che arriva sempre un attimo prima o un attimo dopo… Quello che manca non potete che metterlo voi. Voi che queste immagini le osservate [...] Lucio Mazzi Giornalista e scrittore www.luciomazzi.com
[...] Il punto di vista, più ancora che la prospettiva, qualifica l’osservazione. In genere, il punto di vista è dall’alto. Così gli oggetti si rivelano in un aspetto anche inedito, che prescinde dal loro uso. È anche questo un gioco di straniamento, nel quale la costante, piuttosto inedita, è che l’osservatore domina la situazione [...] Paolo Pullega Paolo Pullega insegna Estetica presso l’Università di Bologna
"Voler cercare quel soggetto preciso quello che merita di essere reso immortale…ritrovando dinnanzi agl’occhi ciò che il cuore aveva già visto." Tiziano Menabò
Video Promo dell'esposizione "BIANCA COME LA NEVE" - clicca
Non cerco la perfezione attraverso l’elaborazione digitale, ma “il reale imperfetto” attraverso la ricerca e la contemplazione del soggetto, anche percorrendo centinaia di chilometri e a volte senza incontrarlo.
“Cerco la semplicità attraverso la semplicità” e per questo motivo mi sono liberato di ogni aiuto tecnologico e scorciatoie digitali. Nell’epoca dell’elettronica, dell’elaborazione e del ritocco della realtà, ho deciso di scattare foto come facevano i nostri avi, con fotocamere in legno, ferro e pellicole, aspettando “il momento in cui sarà il soggetto a decidere di essere ripreso”. Una scelta non per diversificarmi, ma per “godere di quell’istante capace di rendere un soggetto e la sua anima, immortali”.
Questo modo di fotografare è per me l’unica strada per vivere “la mia fotografia” e per immortalare “il mondo reale che ho deciso di catalogare”.
www.tizianomenabo.com
5 aprile :: 31 maggio 2012
www.elisabettafarina.com www.womencreatelife.org
info@elisabettafarina.com
Elisabetta Farina trasforma in un fumetto il mondo gelido e rarefatto della moda femminile. Bellezze algide, che attualizzano la lezione di alcuni famosi fumetti rosa inglese (la Jane di Normann Pett disegnata da Hubbard, la Tiffany Jones di Jenny Butterwoth e Pat Tourret) indossano la griffe e i complementi più aggiornati: sandali con tacchi a stiletto, borse, gioielli di tendenza. Gli ori, le decorazioni metalliche, gli strass vengono sostituiti da texture di led luminosi e colorati. Attente solo al proprio apparire e orgogliose della propria congelata e congelante bellezza, le eroine dei dipinti elettrificati di Elisabetta Farina sono creature liminali, il cui più ambito desiderio pare essere quello di potersi trasformare in una mai oscurabile insegna pubblicitaria. I sing the body electric, sembrano voler umettare le mannequin di Elisabetta, volutamente e felicemente inconsapevoli di quanti prima di loro hanno inneggiato al corpo elettrico, da Walt Whitman a Ray Bradbury ai Weather Report.
Roberto Roda
ELENCO PRINCIPALI MOSTRE
Novembre 2004 – Bologna, Italia, Galleria d’arte 18;
Maggio 2005 – Portomaggiore (Ferrara, Italia) – Galleria Civica del Comune;
Luglio 2005 – Pescara, Italia – Galleria Contemporanea;
Ottobre 2005 – Napoli, Italia – Castel dell’Ovo;
Novembre 2006 – Kuala Lumpur , Malaysia – esposizione durante il XVII FIGO World Congress (Int. Federation of Gynecology and Obstetrics);
Novembre 2006 – Parma, Italia – esposizione nell’ambito della visita del Vice Ministro agli Affari Esteri all’Università di Parma;
Dicembre 2006 – Milano, Italia – San Raffaele, Università e Polo di Ricerca Medica;
Aprile 2007 – Dar es Salaam, Tanzania;
Maggio 2007 – Ginevra, Svizzera – 60th World Health Assembly;
Giugno 2007 – Roma, Atrio Auditorium Parco della Musica – dal 27 giungo all’11 luglio – Inaugurazione ufficiale AfH;
Ottobre 2007 – Londra, Gran Bretagna – Women Deliver, the First Conference;
Dicembre 2007 – Cape Town, Sud Africa – AORTIC (African Organization for Research and Training in Cancer) meeting;
Dicembre 2007 – Parigi, Francia - 4th Domique Dormont International Conference;
Febbraio 2008 - Collettiva “Provocazioni fra le nuvole. Arte e fumetto: nuovi dialoghi italiani”– Galleria d’Arte Moderna “A. Bonzagni” – Cento (Ferrara);
Marzo 2008 – Dublino, Irlanda – International Women’s Day;
Marzo 2008 – Ginevra, Svizzera – International Women’s Day;
Giugno 2008 - Roma, Italia - Asta dei quadri AfH - Christie’s;
Giugno 2008 – Bologna, Italia – Galleria d’arte 18;
Settembre 2008 – Zola Predosa (Bologna, Italia) - Collettiva “Provocazioni fra le nuvole. Arte e fumetto: nuovi dialoghi italiani”– Modern Art Museum Ca’ la Ghironda;
Novembre 2008 – 10° Edizione di Arte Contemporanea - Ente Fiera di Reggio Emilia;
Dicembre 2008 – Padova, Italia – Galleria Anna Breda
spazi espositivi
Hotel Annunziata :: Poltrona FRAU Ferrara
Paolo Pallara :: pallarapaolo@libero.it :: cell 347 393 0413
È il titolo che Paolo Pallara stesso ha posto al corpus di opere che stava preparando per la mostra.
Già in queste due suggestioni possono essere colti, sia una sorta di missione, che pare Paolo si prefigga, sia il modo per renderla possibile. Ambedue le definizioni ci parlano di un tempo che passa, o meglio di un tempo già passato: è il nocciolo del fare di Pallara. Si tratta di un processo attivo per fermare una memoria, anche solo temporaneamente, nella naturale trasformazione delle cose.
La memoria, è asserito dai testi, è la capacità di conservare informazioni e di saperle recuperare.
Il recupero avviene soltanto qualora si operi una selezione. Se scarnifichiamo l’evento avvenuto da tutti gli attributi concreti del contingente e dalla complessità dei fatti, se filtriamo il tutto con il setaccio dell’empatia e della partecipazione emotiva, conserviamo soltanto ciò che ha veramente a che fare con la nostra identità.
Come interpreta Pallara questa opera selettiva?
Le due affermazioni iniziali dicono: l’una che la parola è l’ancora, che rende possibile l’aggancio con realtà, sempre vere pur se passate ed abbandonate, che hanno mantenuto in sé la traccia, l’impronta, l’orma degli accadimenti, l’altra che laddove si è depositata più polvere, lì è la miniera dalla quale attingere e nella quale Paolo ama cercare.
Se i ritrovamenti di reperti possono avvenire rovistando tra ciò che altri eliminano (perché superfluo e inutile) invece il recupero avviene in un luogo ordinatissimo.
Scanditi, ben distribuiti in cassetti, scatole, ante, si raccolgono accostamenti in nuovi insiemi omogenei. Una sorta di limbo. Oggetti pronti a divenire soggetti di una rigenerazione.
Giornali quotidiani, vecchi, non necessariamente letti, sono comunque traccia di una cronaca di fatti e pensieri divenuti memoria.
Attrae particolarmente l’attenzione di chi entra nello studio - laboratorio un consistente quantitativo di giornali francesi, quotidiani del 1904: parole abbandonate e ritrovate. Verrebbe voglia di sfogliare, leggere: i fatti, le analisi politiche, le interpretazioni, le opinioni scritte vicino alla pubblicità del tempo, gli annunci, la grande storia accanto alle piccole storie. Invece no. Paolo se ne appropria per rivivere implicitamente le vicende di ciò che ora diverrebbe solo narrazione, se, con il suo strappare, frastagliare, scegliere accostamenti, non trasformasse le parole in cose.
Così estrusi dal contesto, i frammenti diventano materia del fare dell’artista, giustapposti su nuovi supporti. Insiemi di carte – colori – tele – gomme – corde – stoffe – cuoio – legni – metallo – cere che Pallara pone, faccia a faccia, con la memoria.
Più o meno consapevolmente, dispone le materie nello spazio e le rende interpreti di dialoghi, pronte per un nuovo, interlocutorio rapporto con il futuro fruitore – lettore.
Si tratta di carte su tela o più spesso carta che si sovrappone a carta in più strati fino a divenire una sorta di carta geografica a rilievo. Ed ora più che della categoria “tempo”, si può parlare di “spazio”, nel quale si dispongono i nuovi soggetti, ma, più precisamente, parleremo di “luogo”. La differenza tra spazio e luogo esiste come esiste uno scarto tra il guardarsi intorno e il vedere. Luogo è quando vediamo e lo spazio indifferenziato attorno a noi diventa nostro. C’è, nelle opere di Pallara, una zona privilegiata, che si configura mentre si carica delle cose – parole, è una sorta di linea d’orizzonte piana, più o meno alta, più o meno lontana. È linea di unione e di separazione tra un ipotetico cielo e una terra, e qui il concetto è ancora di un indifferente spazio, fino a quando non realizziamo che è dove si concentrano i ritagli (tanti da non poter essere contenuti in una sola linea, ma abbisognano di altra carta) che va a concorrere tutto l’atto della raccolta e lì si colloca il frutto della memoria. Lì è diretto tutto il viaggio attraverso la geografia dei tratti e dei graffi, delle cere e delle altre materie sovrapposte. Lì all’orizzonte è il luogo, lì è la casa in cui sostare.
PAOLO PALLARA: È nato a Ferrara nel 1956 dove vive e lavora. La sua pittura parte da un amore per l’informale, movimento che lo ha senz’altro incantato. È un percorso di meditazione, quello di Pallara, che con gli strumenti tradizionali della pittura porta avanti una ricerca di materia e colore.
“ 1° CENTENARIO DELLA NASCITA ”
mostra celebrativa a cura di Gianni Cerioli
espone all’Annunziata, Casa di Ludovico Ariosto e Poltrona Frau Ferrara
7 dicembre 2011 :: 26 gennaio 2012
Nel primo centenario della nascita del pittore ferrarese Marcello Tassini, l'Hotel Annunziata, la Casa dell'Ariosto e Poltrona Frau Ferrara ospita una sua mostra celebrativa, che verrà inaugurata il 7 dicembre, per chiudersi il prossimo 26 gennaio. Maestro del '900, Tassini viene ricordato come il grande artista di nature morte, nudi e ritratti, molti dei quali autoritratti. Fu un pittore che attribuì la giusta importanza alle stagioni, a quella particolare ora della giornata di cui curò gli effetti di luce e le vibrazioni atmosferiche, rientrando nel filone del post-impressionismo ferrarese. Le sue opere hanno superato i confini locali andando in tutto il mondo, ottenendo sempre ottimi consensi di critica. Fu protagonista per più di 50 anni di quella fertile stagione ferrarese che per lui ebbe a coniare l'aggettivo "tassiniano". La sua arte oltre alla sua naturale ed eccezionale inclinazione, è stata il frutto di un’intensa applicazione, di uno studio continuo nella ricerca di toni, forme e colori, di una grande passione che emerge guardano le sue tele e che la mostra evidenzierà in modo particolare nel percorso creato.
spazi espositivi
Hotel Annunziata
Michele Rio :: www.michelerio.it :: michele.rio@alice.it
Attivo a livello espositivo dalla fine degli anni 80, allievo di Concetto Pozzati all'Accademia di Belle Arti di Bologna, il discorso pittorico di Michele Rio é strettamente legato al fenomeno del ritorno alla pittura degli anni 80, che ha seguito le tendenze poveristiche e concettuali, dalle quale però sa mutuare spunti che rendono difficile ascrivere la sua opera a una tendenza. Sono dell'ultimo periodo i lavori scultoreo-installativi, che come i lavori su tela si finalizzano come entità autonome, in un risultato non narrativo ma di pari confronto con il fruitore. Nel 1994 è stato selazionato per "Notizie", mostra nazionale dei Giovani Artisti Italiani (Trento, Ferrara, Parma). Ha esposto in numerose città italiane, in Spagna, in Germania, in Inghilterra, dove nel 2001, 2002 e 2003 è stato selezionato dalla Royal Academy of Arts di Londra per la "Summer Exhibition". Come stage decorator é stato collaboratore /scenografo e pittore di scena in svariati spettacoli teatrali in Italia e negli U.S.A presso il teatro LaMaMa E.T.C di New York. Nel 2003 la rete RAI3 della radiotelevisione italiana, in occasione della personale 'Nato in Febbraio' ha dedicato un servizio alla sua opera.
MOSTRE SELEZIONATE:
1989: Firenze - Galleria Il Punto
1991: Ferrara - Gallera Modi d'Arte.I DIECI COMANDAMENTI
- Ferrara - Ex Chiesa di S.Romano.FUORI LUOGO(catalogo)
1992: Calvenzano (BG) - Biblioteca Calventianum
1994: Ferrara - Palazzo Massari, Padiglione d'Arte Contemporanea.
NOTIZIE-MOSTRA NAZIONALE GIOVANI ARTISTI ITALIANI(catalogo)
- Trento - Sala Malpaga.PAGINE D'ARTISTA(catalogo)
- Portomaggiore (FE). AFFIORAMENTI
1995: Treviglio (BG) - Museo Civico Teresa e Ernesto Della Torre.LA MEMORIA DEL
SOGNO (catalogo)
- Lido di Spina (FE) - Museo Remo Brindisi
- Ferrara - Istituto di Cultura Casa Giorgio Cini.INSEGUENDO IL SUBLIME
1997: Lerida (Spagna) - Pati del Palau de la Paeria
1998: Pontelagoscuro (FE) - INCONTRI NATURALI CON L'ARTE (a cura di Paolo Balmas)
1999: Ferrara - Galleria Tortora.OPERE RECENTI
2000: Torrecuso (BN) - Galleria Art's Events.CELESTIAL TRIBE (catalogo)
- Vitulano (BN) - Complesso SS.Trinità.ALBA SPIRITUALE (catalogo)
2001: Massa Carrara - Sala ex Teatro Guglielmi
- Londra - Royal Academy of Arts.SUMMER EXHIBITION (catalogo)
- Portomaggiore (FE) - Delizia Estense del Verginese.DRAW & THE SMILE (catalogo)
- Suzzara (MN) - 41° PREMIO SUZZARA (catalogo)
2002: Faenza - Circolo degli Artisti (catalogo)
- Londra - Royal Academy of Arts.SUMMER EXHIBITION (catalogo)
- Suzzara (MN) - 42° PREMIO SUZZARA (catalogo)
- Padova - ARTEPADOVA
- Bristol (England) - Royal West of England Academy.FEDDEN GALLERY
2003: Ferrara - Teatro degli Inediti/ Ferrara Fiera.NATO IN FEBBRAIO
- Londra - Royal Academy of Arts.SUMMER EXHIBITION (catalogo)
- Stoccarda (Germania) - Istituto Italiano di Cultura
- Monaco di Baviera (Germania) - Istituto Italiano di Cultura
- Bristol (England) - Royal West Academy of Arts.AUTUMN EXHIBITION
2005: Ferrara - Zuni Arte Contemporanea.ROTATORIA DEL SUD DEL MAR
(catalogo)
2009: Ferrara - Gallerie Civica di Arte Antica, Casa di Ludovico Ariosto - TEMPIO H20
(catalogo)
Daniela Carletti è nata a Ferrara, dove vive e lavora. Ha al suo attivo diverse mostre personali e collettive in Italia e all’estero e attualmente una sua opera è esposta ai Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia nell’ambito della 54a Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, Padiglione Italia, per la Regione Emilia e Romagna. La sua poetica è la natura, che si manifesta attraverso molteplici forme.
Ecco alcuni brani di Gianni Cerioli tratti dal testo di presentazione del catalogo della mostra:
………..
“L'esplorazione del regno vegetale le ha consentito di cogliere quegli aspetti della creazione del mondo che l'uomo moderno ha dimenticato o, meglio, ha voluto intenzionalmente trascurare. Nello specchio di Narciso non può esistere altra immagine se non quella dell'uomo innamorato di se stesso. Poco importa se qualcosa in secondo piano occhieggia sulla superficie argentata della lastra. Nello sguardo ammaliato del narcisista esiste solo il rimando della sua figura, la ripetizione dell'occhio innamorato del suo sguardo. La nostra artista, invece, ha percorso strade particolarmente complesse per studiare, cavar calchi, dare vita alle forme nel gesso, dipingere, velare e dare vernici. Insomma ha dato vita ad un'arte lenta, assorbita da un compito preciso da svolgere, da realizzare con infinita cura. Ecco allora che il vento che muove le canne trascina all'interno della composizione nuovi spazi e sentori che si portano appresso sensazioni, pulsioni e affetti
“Soprattutto è nata una nuova modalità di visione che caratterizza queste opere recenti. Come dice il poeta Novalis, le cose guardate ci guardano. L'occhio della nostra artista scopre di essere nel cono visivo di altri occhi che la guardano. Tra le erbe, che solitarie primeggiavano nelle sue opere, Daniela ha scorto un mondo di piccole pupille che scrutano attente. Di certo erano presenti anche prima, ma non erano ancora colti dal suo occhio d'artista"
Vive e lavora a Ferrara
Tel 0532::52591 - 347::7828301
Studio via Carlo Mayr, 143 a/b
ittelrac@libero.it
www.danielacarletti.com












