Pubblicato il: 2 Ottobre 2022
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LA CARTOLERIA DEGLI INTROVABILI

C’è un posto a Ferrara dove dal caos non solo apparente riemergono cimeli impensabili per il mondo digitale e quasi immateriale di oggi.
Alla vigilia della riapertura delle scuole si può entrare alla Cartoleria Sociale a caccia di diari, biglietti, penne, pastelli e quaderni e si sarà facilmente accontentati. Così pure per i libri sulla storia della città. Ma se entrando qualcuno mai osasse domandare inchiostri per pennini e stilografiche a stantuffo verrebbe ugualmente soddisfatto.
Anita Stocchetti ha ereditato dal padre Antonio il negozio gestito dalla sua famiglia sin dal 1927, ma fondato nel 1881. La nonna materna Oleria ‘Berta’ Marzola vi lavorava come commessa già a fine Ottocento sotto la precedente proprietà. Poi, oltre ad Antonio, addetto alla cancelleria e provetto riparatore di penne, c’era il fratello Angelo a occuparsi della vendita di libri, nonché per un certo periodo pure Beppino Tibertelli, fratello del pittore Filippo De Pisis.
Aperta sotto il palazzo arcivescovile, poi trasferita nel 1908, e poi di nuovo negli anni Trenta ma sempre nell’attuale corso Martiri della Libertà (infine al n° 53), la Sociale dal 2014 vive a due passi dal Castello Estense in piazza della Repubblica.
I segni della sua lunga storia non sono comunque soltanto nei cimeli anche fuori mercato che sa offrire: del 1889 è la cassa in ottone di marca National che sovrasta Anita ed è stata in funzione fino all’introduzione dei registratori fiscali; alla fine dell’800/inizio ‘900 risale invece il bancone bianco intagliato in stile floreale da Ugo Rossetti e riscoperto pochi anni fa sotto il legno scuro con cui era stato rivestito negli anni ’30, assieme agli scaffali tuttora presenti.
La caccia al tesoro per chi, curioso o appassionato, accetti la sfida di perdersi nella Sociale è sempre aperta.
Articolo & Fotografie by FERRARA LOVELY PLANET