Published on: 4 Dicembre 2022
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AFFACCIO ALLA PIAZZA

Il porticato di palazzo Strozzi è ad uso pubblico da oltre centocinquant’anni ma i suoi 62 metri di lunghezza sono concepiti sin dall’origine, nel 1495, come una specie di filtro.
Filtro tra il vuoto della più grande piazza della città rinascimentale, piazza Nova (oggi Ariostea), e il pieno degli edifici che sarebbero stati disposti sui suoi lati. Un filtro che trattiene e attenua, di fatto anche attraverso la luce, l’impatto di un muro netto, chiudendo armoniosamente la piazza.
Filtro, nel senso di stacco, anche tra le due vie che precedono e seguono il portico, e che non sono perfettamente allineate tra loro, una (via Palestro) chiamata a collegare proprio la città nuova alla vecchia, e l’altra (via Borso) a condurre verso l’orizzonte fuori dal tempo del monastero della Certosa.
La leggera inclinazione del portico rispetto a queste strade permette un delicato artificio prospettico per cui avvicinandovisi e percorrendolo si vedrà sempre mutare il punto di fuga.
Il loggiato si distende in una sequenza di 15 arcate con capitelli a foglie ondulate, ed è parte del palazzo edificato in origine per i fratelli Carlo e Camillo Strozzi, dignitari di corte cui il duca Ercole I d’Este aveva concesso il terreno ma non la facoltà di realizzare l’edificio a loro piacimento. Il portico per quanto privato era requisito presupposto per affacciarsi sulla piazza, inserito nel piano più ampio della città nuova.
Oggi fra le colonne si susseguono invece i tavolini dei diversi locali dove da mattina a sera i ferraresi sostano lieti per colazione o aperitivo.
Testo e fotografie di FERRARA LOVELY PLANET